Le Avventure di Sinuhe – Parte II

Lui mi disse: ”perché sei venuto fin qui? È successo qualcosa a Palazzo?” Gli risposi: “Il re Sehetepibra si è involato verso l’orizzonte, e nessuno ne sa le circostanze.” Ma avevo detta solo mezza verità: Quando tornai dalla spedizione dalla terra di Tjemeh, venni a conoscenza della notizia, da un fante dal cuore rattristato. Mi portai lontano sui cammini del cielo, sperando di non aver mai sentito; nessuno mi aveva sputato in faccia la notizia; Nessuno mi stava rimproverando, nonostante il mio nome non fosse sulla bocca dell’araldo. Non sapevo cosa mi avesse portato in quel paese; era come se fosse stato un piano degli dei. Come se un uomo del delta avesse rivisto se stesso in Yebu, un uomo delle paludi in Nubia.

 

Quindi Ammunenshi mi disse: “Che successe alle due terre senza il grande dio che le regnava, il cui timore si infondeva in tutto il pianeta, come Sekhmet in un anno di peste?” Dissi in risposta: “Naturalmente suo figlio è asceso al trono, prendendo l’eredità di suo padre.

 

Egli è un dio senza pari,

 

nessuno come lui venne prima;

 

Egli è signore delaa saggezza, savio preparatore, capo degno, chiunque va e viene secondo il suo volere.

 

Egli era il dominatore di terre straniere,

 

Quando suo padre era al trono,

 

Compì miracoli per riportarle ai suoi ordini.

 

Egli è un campione che vince con le sue forze,

 

un lottatore senza eguali,

 

quando è impegnato con arco e frecce,

 

o quando si getta nella mischia.

 

Abile frenatore quando a mani nude frena il timore,

 

i suoi nemici non riescono a chiudere i ranghi;

 

Col suo sguardo sottile apre le menti,

 

nessuno può resistere alla sua presenza.

 

Egli sgomina i fuggiaschi con grande anticipo,

 

nessuno lascia la sua presenza dandogli le spalle;

 

Deciso nel momento di attaccare,

 

egli si getta nella battaglia senza guardarsi dietro.

 

Intrepido dinnanzi ad una battaglia,

 

non lascia che la mollezza gli pervada il cuore;

 

 

 

Insaziabile alla vista del combattimento, felice quando si allena con l’arco.

 

Stringendo lo scudo con le mani marcia rapido coi piedi,

 

non occorre un nuovo colpo per uccidere;

 

nessuno ssfugge alle sue frecce,

 

nessuno inganna il suo arco.

 

Gli arcieri fuggono dinnanzi a lui,

 

come se fossero davanti alla forza di una dea;

 

Mentre combatte pianifica la vittoria,

 

noncurante di altre cose.

 

Grazioso signore, ricco di bontà,

 

egli ha conquistato anche con i cuori;

 

le sue città lo amano più di quanto egki possa fare per sé,

 

lo acclamano più dei loro stessi dei.

 

Gli uomini concorrono con le donne per accoglierlo,

 

ora che è re;

 

le vittorie che già gli si attribuiscono,

 

lo rendono nato per regnare.

 

Lustro per quelli del suo tempo,

 

egli è unico, un dono degli dei, una gioia per le terre che governa!

 

Espansore di frontiere,

 

egli conquisterà le terre del sud,

 

ignorando quelle del.nord,

 

riuscendo comunque a sgominare gli asiatici ed a schiacciare gli scorridori delle sabbie.

 

Mandate a far conoscere il vostro nome come quello.di.uno che indaga sull’essere in terre lontane da sua maestà. Egli non mancherà di ricompensare una terra che gli è stata fedele.”

 

Egli mi disse: “Bene quindi, le due terre saranno felici sapendo della loro forza. Ma tu ora sei qui, dovresti restare con me. Potrai essere felice se resti con me in queste terre.”

 

Mi mise a capo dei suoi bambini. Mi sposò alla sua figlia maggiore. Mi lasciò scegliere per me una parte della sua terra, tra le migliori che c’erano, al confine con un’altra terra. Questa era una buona terra chiamata Yaa. Vi erano fichi e viti, vi scorreva più vino che acqua, il miele era in abbondanza, e così l’olio delle piante, ogni tipo di frutto era su quegli alberi. Vi era grano ed orzo, e non vi era fine al numero di bestie di ogni tipo.

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