Interpretare la Legge di Maat – VII

Al pari di altri articoli, il settimo consiglio della legge di Maat mostra tutto l’avanzamento della civiltà egizia;
Questo consiglio comporta la differenza tra danni minori, danni che portano conseguenze nei nostri confronti e danni nei confronti di altri esseri viventi.

Essendo tutti noi consci della nostra fallacia sappiamo che compiere errori è inevitabile, ma rimane sempre nostro interesse evitare sbagli.
Non esistendo una tabella di gravità dei danni, sta a noi essere in grado di comprendere e prevedere le conseguenze; considerando sempre che gli errori che portano sofferenza nei nostri confronti può portare sofferenza ai nostri cari, dobbiamo sempre meditare sulle nostre azioni ed essere in grado di sopportarne le conseguenze.

Come potete leggere non si differenzia molto tra animali e umani nelle sofferenze, questo per il semplice motivo che, nella sofferenza, siamo tutti simili.
La nostra religione è di tipo monistico, ogni essere vivente è dunque alla pari nella visione del mondo, ognuno di essi è meritevole di rispetto e benessere.

Ma come comprendere la sofferenza di un animale?
Ogni buon kemetista compie regolarmente un’attività di auto miglioramento, parte di questa attività riguarda proprio l’empatia nei confronti del mondo: Chi non comprende il sentimento di uno spirito puro come quello animale è da considerarsi pericoloso, poiché essendo privo della minima empatia umana.

Compito dei sacerdoti nell’antichità era la distribuzione delle offerte tra il popolo, evitando quindi che ci fosse qualcuno sofferente la fame; non essendo presenti templi in Italia, questo compito di distribuire gioia è affidato ad ogni kemetista, naturalmente il sostegno ad opere di beneficenza comporta un alleggerimento del nostro cuore, ma molto può essere fatto nella vita di tutti i giorni: Sarebbe un errore credersi estranei al dolore di qualcuno che conosciamo, questo creerebbe ulteriore sofferenza.

Trascurare i nostri amici o i nostri animali può essere considerato un errore; infatti, sentendosi trascurati o abbandonati, si entra in un ciclo di sofferenza che può essere alleviato solo dal nostro cuore.

A tal proposito vi è un passo del libro dell’uscire alla luce(il libro dei morti), che recita:
“Noi siamo dei nel corpo della dea, verità e amore sono la nostra strada, gioia e luce il nostro cammino, perciò andate e fate del mondo un luogo meraviglioso.”
Scopo della nostra esistenza è dunque diffondere gioia in ogni essere, rendendo il mondo un luogo di giustizia.
Avvicinandosi l’estate si avvicina anche il periodo in cui molti animali domestici vengono abbandonati, il nostro nisut, Merimaat Rahotep Amonmose, al secolo Luca Amadei, ha deciso di diffondere un suo messaggio a riguardo, che riportiamo di seguito:

Miei cari kemetisti e simpatizzanti del culto, molti tra voi avranno deciso nella loro vita di ospitare un animale domestico in casa propria, questo gesto impegnativo d’amore è spesso dimenticato da taluni che abbandonano al proprio destino il proprio compagno; chi compie un atto tanto vile e meschino non può essere degno di apparire davanti ai giudici dell’aldilà, il cammino verso i campi Iaru è dunque precluso in partenza.
Non esiste perdono divino per una simile aberrazione e, oltre ad essere puniti dalla legge tali gesti, comunico la mia decisione di proclamare l’allontanamento dai culti di chiunque si macchi di un tal crimine; non concedo a nessun mostro di siffatta natura di dirsi parte della nostra corrente ortodossa di kemetismo.
Sperando che tra voi non esista un simile uomo, vi auguro delle buone e riposanti vacanze, possano gli dei vegliare sul vostro cammino.

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